A Fermo la mostra nelle Piccole Cisterne Romane

Alle Piccole Cisterne Romane, come da tradizione, l’associazione Amici del Presepe, con Domenico Nucci e Natalino Mattieto, hanno allestito la mostra dei presepi.  Ingressi contingentati, circa 30 visitatori per volta, che potranno entrare solo dopo aver mostrato il green pass al vigilante fuori. Oltre quaranta le rappresentazioni esposte, provenienti da Monteprandone, da San Benedetto, da Acquaviva Picena e da Penne, in Abruzzo. «I nostri sono andati a Ripe di San Ginesio, Grottazzolina, Civitanova Alta e Penne anche. Ce li scambiamo, cerchiamo di integrare le varie mostre affinché crescano» dicono gli organizzatori.

L'incanto e la catechesi delle scene nel presepe del CFP Artigianelli

Don Ernesto Ricci sacerdote della Diocesi di Fermo morto in odore di santità, fonda nel 1946 la “Scuola di Arti e Mestieri”, più nota a Fermo come “Artigianelli”, per offrire ai giovani, nel drammatico periodo del secondo dopoguerra, una concreta preparazione professionale e per insegnare loro un mestiere utile ad inserirsi agevolmente nel mondo del lavoro. A questo scopo, nel 1946 aprì la “Scuola di Arti e Mestieri”, realizzando laboratori di tipografia, falegnameria, officina di ferro-alluminio, edilizia, calzoleria e sartoria. Dopo la morte di Don Ricci la sua opera viene continuata dalla Beata Madre Speranza e dalla sua Famiglia Religiosa. Nel 1962 la scuola viene riconosciuta dal Ministero del Lavoro “Centro di Addestramento professionale di meccanica di precisione”. Dal 1980 viene istituito il “Centro Formazione Professionale”, che estende la sua attività educativa anche agli adulti e ai giovani svantaggiati. Il presepe è stato interamente realizzato all’interno della scuola.

I presepisti di Fermo espongono alla mostra 100 presepi in Vaticano

Fermo è una città molto dinamica e nel Natale 2020 ha ospitato al Fermo Forum la serata finale della trasmissione in diretta social “L’Italia dei Presepi” (prodotta da Tipicità con la presenza di Angelo Serri e Alberto Monachesi) e a cui hanno partecipato, insieme al sindaco Paolo Calcinaro e all’arcivescovo mons. Rocco Pennacchio, i presepisti della città e dei dintorni. Molti di loro espongono in occasione delle festività natalizie 2021-2022 anche in altre città, mentre l’opera di Annalisa Paniccià e il diorama di Raffaele Mazzaferro sono esposti a Roma alla mostra 100 presepi in Vaticano allestita sotto il porticato del Bernini in piazza San Pietro.  L’opera realizzata da Annalisa Paniccià, completamente all’uncinetto, propone una meravigliosa ’Natività’  con il Duomo alle spalle.  E’ stata esposta per un lungo periodo durante l’anno nella chiesa di San Domenico. Arriva in Vaticano anche un’opera d’autore realizzata da Raffaele Mazzaferro, presepista di lungo corso dotato di grande tecnica.
“E’ un grande onore per Fermo poter essere presente a questo importante evento in Vaticano con due presepi provenienti dalla nostra città – le parole del Sindaco Paolo Calcinaro e dell’Assessore alle Politiche Culturali della Città di Fermo Micol Lanzidei. Si tratta del giusto riconoscimento al lavoro di cura e saggezza che, in tanti anni, ha fatto dell’artigianalità presepiale fermana una tradizione riconosciuta e apprezzata. Tradizione che non poteva non confluire nella nostra adesione all’Associazione Nazionale “Città dei Presepi” di cui siamo felici di far parte perché perpetua l’impegno ed il lavoro di tanti cittadini dell’associazione fermana “Amici del Presepe”, che con passione e amore curano ogni anno un evento di stupore e bellezza con tante micro e macro creazioni nell’esposizione denominata “Fermo, la città del presepe”. Rallegramenti sono stati espressi dall’Arcivescovo di Fermo S. E. Mons. Rocco Pennacchio che ha dichiarato: “è motivo di grande soddisfazione apprendere che la Città di Fermo è presente con due presepi tra i 100 che vengono ospitati quest’anno in Vaticano. In quanto Arcivescovo sono particolarmente emozionato perché uno di questi riproduce all’uncinetto la nostra splendida Cattedrale. Come comunità civile ed ecclesiale siamo riconoscenti a quanti, con la loro arte e maestrìa, contribuiscono a mantenere vivo il senso religioso del nostro popolo attraverso la tradizione del presepe, che contribuisce a rinsaldare i legami nelle famiglie e nella comunità”. “Una conferma del lavoro che tanti in Italia stanno portando avanti da anni e che ha avuto un salto di qualità con la costituzione dell’associazione nazionale Città dei Presepi – spiega il coordinatore di Terre di Presepi Fabrizio Mandorlini – ma anche una bella gratificazione la presenza in piazza San Pietro. I presepi all’ombra del cupolone rappresentano l’Italia dei borghi e dei paesi di provincia, una realtà che insieme mette in rete molte realtà italiane, tantissimi presepi e che prima dell’arrivo della pandemia muoveva un milione e cinquecento mila persone. La presenza sotto il cupolone è una spinta a ripartire con più vigore”.

Il presepe all'uncinetto di Annalisa Paniccià
Il diorama opera di Raffaele Mazzaferro