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Il presepe dell’Angelo e la catechesi della natività di Calcinaia

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Il viaggio alla scoperta dei luoghi che fanno parte del Festival Nazionale Terre di Presepi nella diocesi di Pisa riprende il cammino e dopo Pontedera e Calci ci porta sulla strada sotto il monte che congiunge le due cittadine.
A pochi chilometri l’uno dall’altro, il presepe dell’Angelo di San Giovanni alla Vena nel comune di Vicopisano e quello allestito nella chiesa della Compagnia di San Michele nel centro di Calcinaia, hanno caratteristiche uniche che li fa in ogni Natale meta di affezionati e nuovi visitatori.

 

Il presepe racconta la storia della salvezza
A Calcinaia in via XX Settembre, in realtà, il presepe si apre al pubblico anche nel periodo pasquale in quanto si può considerare a pieno titolo, uno dei pochi presenti che racconta la storia della salvezza.
Una vera e propria catechesi di grande effetto scenico che racconta dall’Annunciazione fino alla Pentecoste in dieci minuti di narrazione e di effetti.
Ogni anno nuovi movimenti, tanti i giochi di luce e gli eventi atmosferici.
A meravigliare il presepe calcinaiolo è soprattutto l’automazione e la tecnologia della rappresentazione ideata dai volontari che non si sono limitati a raffigurare la nascita di Gesù, ma grazie ad una perfetta commistione tra “effetti speciali” e contributi audio scovati nei più celebri film della storia di Cristo, ne hanno tratteggiato tutta la vita dall’annunciazione a Maria, all’arrivo a Betlemme, dall’accettazione all’Orto degli Olivi, all’ultima cena, fino alla passione sulla croce, dalla resurrezione alla discesa dello spirito Santo sugli Apostoli, per concludere con l’Eucarestia.
Il racconto è senza dubbio molto coinvolgente, le musiche e i dialoghi rendono sempre più affascinante un’opera che vale la pena di essere vista e rivista e che è apprezzatissimo soprattutto dai bambini.
Aperto solo Domenica e festivi. (19, 25, 26 Dicembre e 1, 2, 6, 9 Gennaio) dalle ore 15 alle 19. Si entra a piccoli gruppi, si assiste alla rappresentazione in sicurezza covid-19: distanziati e con la mascherina.

Il presepe dell’Angelo di San Giovanni alla Vena (Pisa)

Il presepe dell’Angelo nasce per volontà di Angelo Perini e per la sua passione per il presepe che lo ha accompagnato per tutta la vita e continua inesorabilmente a motivarlo. E’ collocato in un fondo privato che durante i giorni di Natale si trasforma in un luogo di incontro per chi vuole ammirare presepi artigianali realizzati a mano.
Il presepe principale rispecchia le caratteristiche di un presepe tradizionale di grandi dimensioni, frutto del meticoloso lavoro di vari anni di Perini, realizzato nicchie di un’antica cantina di fine Settecento,  mediante ciocchi d’olivo intagliati a mano dall’artista, casette in legno, corsi d’acqua, personaggi in coccio grandi e piccoli, illuminato da centinaia di piccole luci e contornato da mille altri particolari. Una poesia in vernacolo accompagna la visita, aggiungendo un po’ di fantasia e facendo rivivere la magia e l’incanto del Natale.

Perini nasce a Vicopisano  nel 1957 ed impara ad amare e ad appassionarsi al legno fin da piccolo nella bottega di falegnameria del nonno paterno. È un amore che cresce nel tempo e con gli anni fino a diventare,  con le creazioni dei presepi, una passione coinvolgente che occupa praticamente tutto il suo tempo libero. Dagli inizi degli anni Novanta, infatti, si dedica a questa attività di alto artigianato partecipando ad innumerevoli esposizioni, attività culturali e di beneficenza che più volte lo hanno visto protagonista, ora nel ricevere riconoscimenti, ora nel trasmettere ad altri i segreti di quest’arte antica. Una cinquantina di queste opere, realizzate e intagliate a mano in ciocchi d’olivo, castagno, tronchi di mare, uniche e particolari nel loro genere e singolarmente illuminate sono collocate in particolari nicchie della cantina e aggiungono opere ad opere.
Ecco che possiamo trovare, per fare alcuni esempi, un presepe con il fossile ricavato da una grande radice d’ulivo; con piccole casette scolpite nel tronco o con un piccolo ruscello ricavato in una radice d’ulivo. Vicino alla grotta della Natività, sono state scolpite alcune casette, in prossimità delle quali scorre un piccolo ruscello come se Perini avesse instaurato un dialogo continuo con il tronco dal quale si lascia ispirare. A

l di là di ciò che si potrebbe pensare, il Presepe dell’Angelo, prende il nome non dall’autore (che si chiama anch’esso Angelo), ma dalla figura “celeste” che si trova raffigurata e dipinta nella volta della nicchia centrale delle antiche cantine ove il presepe è situato.

Tutti possono far parte di Terre di Presepi e contribuire a realizzare la rete presepiale più lunga d’Italia. Per iscrivere il presepe della propria chiesa, del proprio paese, della propria via è sufficiente andare sul sito www.cittadeipresepi.com e riempire l’apposito modulo, unica caratteristica richiesta, che sia visitabile al pubblico.