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Il presepio che cresce, gli storici presepi dei Meucci e le natività a Tre Colli.

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Chi non ha sentito parlare del “Presepio che cresce” di Nicosia di Calci e chi non conosce o ha visto i presepi meccanizzati dei Meucci? E chi non ha salito il Monte Serra per ammirare, insieme alla vista mozzafiato sulla Valgraziosa, la natività realizzata dai presepisti di Tre Colli nel santuario della Madonna?
Diciamolo subito, se non lo avete ancora fatto è giunto il tempo di partire perchè il viaggio nel cuore del Festival Nazionale Terre di Presepi nella diocesi di Pisa ha a Calci una delle cittadine più vivaci e con una proposta di primo livello per il visitatore.

 

Il Presepio che cresce

A Nicosia di Calci Bruna e Libera Lupetti hanno iniziato nel Natale del 1999 a realizzare il presepe nella chiesa di Sant’Agostino. Un piccolo presepe ma con i personaggi realizzati interamente a mano. Ogni anno un nuovo personaggio e una nuova ambientazione. E i visitatori sono iniziati a venire, ogni anno di più.
Oggi il presepe occupa tutto il presbiterio e buona parte della chiesa ed è una vera attrazione dando un contributo determinante alla valorizzazione e alla conoscenza del piccolo borgo. Un anno di stop forzato a causa del covid -19 e quest’anno si riparte.
“Si presenta sabato 18 dicembre, alle ore 21,15, con un momento di preghiera e di condivisione accompagnato dalla musica del Janelas Quartet, per poi restare aperto il giorno di Natale con orario 16,00 – 19,00 e dal 26 dicembre al 9 gennaio, con orario 15,00 – 18,00, con ingresso secondo la normativa vigente” – Spiegano Bruna e Libera.
E la pausa forzata ha fatto in modo che le forze intorno al presepe potessero aumentare e fossero coinvolte molte altre persone.
“Il gruppo di  lavoro si è allargato: accanto alle “storiche” persone, uomini, donne, ragazze e ragazzi hanno dedicato il loro tempo, le loro energie, le loro capacità nell’allestire il presepio. Forse con la fatica e l’inesperienza iniziali, ma con grande entusiasmo, dedizione e cura. Con il desiderio di poter rivedere il presepio montato e illuminato” – continuano.
“Tutti insieme siamo così tornati ad aggiungere bellezza a un luogo che ha storie da raccontare, a Nicosia, al territorio. E, soprattutto, alla comunità. Perchè negli occhi di chi sogna la meraviglia non smette mai di brillare.
Chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista – diceva Francesco d’Assisi e così piace pensare anche a noi. “Il presepio che cresce” di Nicosia, anche quest’anno, ha messo mani, testa e cuore per far sì che tutti possiamo vivere la magia del Natale, ricordandoci che la magia più bella e più vera è quella condivisa”.

La natività al santuario di Tre Colli
Da Nicosia salendo lungo la strada che sale verso il monte Serra, nella chiesa di Tre Colli.
“Quattro anni fa dopo la festa della Madonna delle Grazie – spiega Luigi Begliomini –  parlando con amici del luogo ci chiedemmo se non era il caso per far conoscere la chiesa e il luogo di provare a fare un presepe”.
Prima una piccola rappresentazione, poi nell’aula della chiesa.
“Ora ne occupiamo la metà e rappresenta il territorio circostante; sono riprodotte le carbonaie, i mulini e anche la chiesa stessa con le realtà del periodo. Ognuno fa la propria parte, tutto è riprodotto in scala” – spiega.

I presepi Meucci, la storia dei presepi meccanizzati
L’inaugurazione è prevista per il 12 dicembre e rimarrà visitabile per tutto il mese di gennaio.
Al Museo di Storia Naturale di Calci il presepe è permanente e sotto il periodo natalizio è particolarmente visitato.
Non si tratta, in realtà, di un presepe unico, ma del risultato della fusione di tre presepi diversi, creati interamente a mano nel corso di quattordici anni di lavoro, dal 1948 al 1962: un risultato che dà conto di una maestria e di una dedizione certosina. A realizzarlo sono stati da due artigiani calcesani che, pur non imparentati tra di loro, portavano entrambi il cognome di Meucci.
Molto radicati nella tradizione, appena diplomati, pieni di entusiasmo e di vita, Alberto e Renzo Meucci insieme ad altri amici del gruppo parrocchiale, nel dopoguerra iniziarono a progettare e costruire presepi meccanici. Il primo presepe risalente al Natale del 1948, venne allestito nella pieve di Calci. Ne seguirono altri che furono esposti in molte altre città . Visitati da decine di migliaia di persone, sono stati illustrati e commentati da molti quotidiani e periodici del tempo sia italiani che stranieri e trasmesso più volte in tv.
Tutti e tre i presepi sono composti da diverse decine di personaggi, di cui parecchi in movimento.
Si tratta, in definitiva, di una vera e propria opera d’arte, che ha raggiunto notorietà ovunque e ha girato il mondo, comparendo addirittura sulla rete nazionale colombiana durante il suo soggiorno a Bogotà in occasione del capodanno; questo, finché la generosità degli eredi degli artisti ha voluto che ne fosse fatto dono al Museo di Storia Naturale di Calci.


“I presepi sono un modo per contribuire alla vita sociale delle comunità – ha commentato l’assessore al Comune di Calci Anna Lupetti durante la presentazione nazionale del Festival Terre di Presepi. “Ma anche un’occasione per far conoscere ed apprezzare la nostra cittadina e il suo territorio”.