A grandezza d'uomo Il presepe di Rivò si estende su tutto il paese
130 personaggi realizzati a grandezza d'uomo guidano il visitatore verso la grotta. Ogni anno le scene cambiano e i personaggi si aggiungono. Siamo in provincia di Biella in una frazione di montagna di Coggiola

Tipologia di presepe
Tipologia: A grandezza d'uomo
Dimensioni: in tutta la frazione
Materiali: Materiali di riciclo naturali, abiti dismessi
Anno di costruzione: 2017
Visibilità: Regionale
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Data apertura
8 Dicembre 2024 -
Data chiusura
6 Gennaio 2025
Il presepe - Il presepe di Rivò si estende su tutto il paese
Siamo in Piemonte in alta Valdissera, nella piccola frazione di Rivò nel comune di Coggiola. 35 abitanti residenti, con inverni tipici della montagna con freddo e neve.
Durante i giorni di Natale il paese si riscalda e ritrova una nuova vita. Sembra tornare indietro nel tempo con le botteghe che tornano a rianimarsi, i mestieri perduti, i personaggi che vi hanno abitato assumono nuovamente il loro antico ruolo, tutti i residenti coinvolti nel proporre il nuovo volto del paese.
Anima dell’iniziativa è un giovane William Pertegato che ha preso a prestito la proposta del vicino paese di Mosso personalizzandola a misura della frazione.
Nasce con queste caratteristiche il presepe di Rivò. Un percorso che tocca l’intera frazione e si sviluppa nei cortili, negli androni delle case e nelle vie. Qui si incontra 130 personaggi ad altezza naturale sapientemente creati dalle mani dei volontari utilizzando in questo materiali di recupero e vestendo le figure con abiti dismessi.
I personaggi del presepe possiamo incontrarli entrando dai portoni socchiusi e solo accostati nelle case, oppure possiamo notarli dalle finestre aperte lungo la strada. Tutti sono intenti a svolgere la propria attività quotidiana: le lavandaie, le tessitrici, le contadine, i venditori ambulanti, il portalettere, i pastori accampati, la fanciulla con il paniere delle uova che si è rovesciato.
Ogni attività si svolge dove si svolgeva un tempo e anche i personaggi riproposti e rappresentati sono i vecchi abitanti del paese. Ecco che entrando nella vecchia scuola ritroviamo la riproposizione della maestra e degli scolari che hanno frequentato il luogo, e nella piccola chiesa i personaggi sono il parroco di mezzo secolo fa e alcuni paesani ben identificati che ascoltano l’omelia seduti nelle panche.
La Nativita’ e’ ambientata dentro ad una stalla vera con i classici angioletti e pastori, che con i loro doni stanno raggiungendo Gesu’ Bambino posizionato sulla paglia tra Maria e Giuseppe, il bue e l’asinello.
I personaggi (umani e animali) attaccati al passato e alla storia del paese si mescolano armoniosamente, creando scenografie e situazioni sempre più ricche: popolano abitazioni, anfratti nascosti o ampi “palcoscenici” per inscenare un teatro naturale ricco atmosfere, sorprese e novità.
La trasmissione della memoria è fondamentale in questi casi nella ricostruzione delle scene e dei personaggi. Ogni abitante attinge ai propri ricordi e li ritrasmette come valore e patrimonio per le nuove generazioni.
Con l’arrivo della sera, si accendono le luci e tutto cambia, l’atmosfera che si respira aggiunge nuove suggestioni.